Il Museo

          LA STORIA DELL’EDIFICIOARCHEOLOGICAL AND MUNICIPAL MUSEUM COMPLEX

Il Centro Ambientale Archeologico – Museo Civico ha sede presso un’antica struttura militare, eretta agli inizi del XIX secolo dagli Austriaci dopo che il Veneto, in base a quanto stabilito dal Congresso di Vienna nel 1815, fu assegnato all’Impero d’Austria. La costruzione di tale edificio rientrava nelle operazioni di risistemazione logistica della fortezza legnaghese che costituiva uno dei quattro capisaldi del famoso sistema difensivo denominato “Quadrilatero”. Inizialmente destinato a caserma per il reparto di cavalleria di stanza in città, fu adibito successivamente ad ospedale militare, chiamato “alla prova” perché in grado di resistere ad eventuali esplosioni grazie alla presenza di un consistente terrapieno posto sul tetto.

Dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1866, fu ceduto dal demanio militare al comune di Legnago. Nel corso degli anni trenta del XX secolo ospitò, su iniziativa di Alessio De Bon, la prima esposizione cittadina di reperti preistorici rinvenuti nelle Valli Grandi Veronesi. Restaurato completamente nel 1999, rappresenta oggi un fondamentale strumento per la raccolta, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico e un autentico motore culturale per tutta la pianura veronese.

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Vista aerea delle Grandi Valli Veronesi

Le Valli Grandi Veronesi, con la bassa densità abitativa della Pianura Padana e il caratteristico paesaggio dominato da grandi distese di terreni coltivati che si estendono a perdita d’occhio, attraversati e lambiti da un’eterogenea rete idrografica (Po, Adige, Tartaro, Tione, Menago, Bussé, ecc.), costituiscono un’area di straordinario valore ambientale e naturalistico. Un territorio che deve la sua morfologia attuale agli interventi operati dall’uomo per riuscire a controllare le acque ed adattare l’ambiente alle proprie esigenze. Tale contesto è ulteriormente impreziosito da alcune oasi paludose residuali (Brusà e Busatello), tracce superstiti dell’antico habitat scomparso e seguito dalle bonifiche a scopo agrario intraprese a partire dalla seconda metà del 1800.

Queste caratteristiche rappresentano un vero e proprio elemento di unicità della pianura veronese che il Centro intende valorizzare e salvaguardare, attraverso la promozione di programmi culturali mirati, con l’obiettivo di creare una coscienza ambientale nei giovani e negli adulti.

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ALLESTIMENTO PERMANENTE

Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro ampie sale voltate che consentono di scoprire l’evoluzione della presenza umana e la trasformazione dell’ambiente nella pianura veronese dal Neolitico Antico (V millennio a.C.) alla tarda età del Ferro (II-I secolo a.C.). L’itinerario comincia con una sezione dedicata al popolamento e agli insediamenti presenti sul territorio dal Neolitico alla media età del Bronzo, per passare poi, in seconda sala, ad approfondire i rituali funerari (inumazione e incinerazione) della media e recente età del Bronzo e il fenomeno dei villaggi arginati o terramare.

In terza sala si entra nell’età del Ferro con la cultura dei Veneti Antichi, analizzata sia attraverso le evidenze abitative sia attraverso le testimonianze funerarie; è quindi visibile la ricostruzione quasi a dimensioni naturali di una capanna paleoveneta proveniente dal villaggio protostorico di Terranegra. Nella quarta e ultima sala viene lasciato spazio ai corredi funebri più tardi del mondo dei Veneti Antichi e alle testimonianze di carattere funerario attribuibili ai Celti Cenomani, in cui emergono in maniera sempre più vistosa usanze e rituali mutuati dalle popolazioni italiche e romane, la cui influenza culturale prese progressivamente e inesorabilmente il sopravvento.

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DIDATTICA

IMG_0079Il Centro Ambientale Archeologico, dotato al suo interno di spazi per la didattica e per l’archeologia sperimentale, dispone di un’ampia e variegata offerta di percorsi e laboratori didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, appositamente tarati in base alle diverse fasce d’età scolare e seguiti costantemente da personale qualificato. A fianco della tradizionale visita guidata, fruibile a richiesta anche in moduli separati, si propongono laboratori connessi ad attività pratiche (colori naturali, impronte animali, caccia al tesoro, argilla, tessitura, intreccio, selce, capanna preistorica, scavo simulato, metallurgia, ceramica graffita, cartografia, antropologia, ecc.) che stimolano l’apprendimento dei ragazzi in modo immediato e coinvolgente, fornendo loro gli strumenti per la conoscenza e la comprensione della storia più remota del territorio e dell’ambiente del passato.

Sono disponibili inoltre numerosi laboratori di carattere ambientale rivolti alle scuole primarie e secondarie; tali laboratori mirano a sensibilizzare gli studenti su temi quali le risorse naturali, i delicati equilibri dei diversi ecosistemi, i rifiuti, l’inquinamento e il riciclaggio, l’alimentazione naturale, le energie rinnovabili e lo sviluppo sostenibile del territorio.

Scarica l’offerta didattica della Rete Legnago Musei completa con fotografie e descizioni di laboratori e percorsi

Scarica l’offerta didattica della Rete Legnago Musei in versione tabella (stampabile)

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RICERCA

FONDO PAVIANI 2009_1197Rispondendo alla propria vocazione di ente propulsore di studi e ricerche, il Centro Ambientale Archeologico è dotato di una biblioteca specialistica di volumi e periodici di archeologia che possono essere consultati gratuitamente da studenti e studiosi previa prenotazione. Inoltre la presenza di attrezzature professionali per la fotografia e il disegno tecnico consentono a numerosi laureandi di compiere lo studio completo dei reperti oggetto delle loro tesi presso il museo civico legnaghese. Convenzioni di formazione e orientamento stipulate con numerosi atenei universitari (ad esempio Padova, Bologna, Ferrara, Venezia) permettono lo svolgimento di stage e tirocini per laureandi e specializzandi in archeologia, interessati a sperimentare l’approccio didattico con le scuole, come pure a dedicarsi alle attività di lavaggio, siglatura, inventariazione informatizzata dei reperti.

Il Centro infine collabora fornendo supporto logistico e organizzativo, nonché gli spazi indispensabili alle attività di primo intervento sui materiali recuperati, all’importante progetto archeologico pluriennale presso l’abitato protostorico di ‘Fondo Paviani’, condotto dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova.